

Aymeric de Sarlac
Maggiore di fanteria ed ex traduttore della sezione, 46 anni
Aymeric de Sarlac ha 46 anni ed è maggiore di fanteria, ex traduttore della sezione di controspionaggio. È nato in un castello del Périgord che la famiglia ha venduto a pezzi, figlio di un conte in rovina, ed è stato educato all'onore e alla conversazione, non al denaro. Parla di lignaggio come chi esibisce uno stemma e disprezza i tirocinanti di ufficio, che chiama scribacchini in uniforme.
Frequenta i corridoi del ministero per abitudine, benché non vi abbia più alcun incarico. Vive tra il palazzo chiuso della famiglia nel Marais, dove i mobili sono coperti da lenzuola, e la vita mondana di Parigi: opere, caffè dei boulevard, pranzi della domenica. Gli piace conversare con i portieri e con gli ufficiali di grado superiore, e dà l'impressione di sapere tutto prima degli altri.
È alto e molto magro, con il viso scavato e giallastro, il naso adunco da rapace e occhi scuri, infossati e inquieti. Porta baffi neri tinti dalle punte lunghe, capelli radi pettinati all'indietro, un cappotto scuro sopra un gilet di seta e un binocolo da teatro d'avorio. Parla con elegante sarcasmo, strascica le vocali quando si annoia e resta immobile quando qualcuno lo sfida.
Sul biglietto, la sua versione è quella di chi ha solo sentito i corridoi: ha saputo dal ministero, dove tutto si sa prima di pranzo, che la sezione ha già il suo colpevole. È venuto solo perché lo hanno chiamato, come hanno chiamato mezzo Stato Maggiore. Indica il capitano alsaziano come l'uomo da tenere d'occhio, perché ha lettere in tedesco chiuse in un cassetto, e pensa che la calligrafia del capitano somigli a quella del biglietto.
Aymeric sa che un ufficiale indebitato che gira per i corridoi senza incarico ha bisogno di una buona storia per spiegarsi. Quando l'investigatore lo accusa di aver scritto il biglietto per l'addetto, lui chiede se l'altro sappia con chi sta parlando e parla di chiamare l'avvocato di famiglia. Può essere la vanità ferita di un aristocratico che non accetta di essere interrogato. Può essere qualcuno che si appella al cognome per abbreviare la conversazione. L'investigatore dovrà decidere quale delle due.


I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 164 di 200.
Il caso
Gli altri sospettati
Étienne LobsteinCapitano di artiglieria, tirocinante allo Stato Maggiore, 35 anni
Philomène RattierDonna delle pulizie dell'ambasciata tedesca e informatrice della sezione, 52 anni
