

Gaston Leblanc
Guardia di sala, 58 anni
Gaston Leblanc ha 58 anni e trenta li ha passati in uniforme, prima nell'esercito, poi come guardia di museo. È nato ad Amiens, figlio di un tessitore, e dal padre ha ereditato la convinzione che un uomo vale per ciò che adempie. È arrivato a Parigi a 28 anni, con la moglie incinta, e lavora nello stesso museo da tanti anni che i quadri, dice, ormai lo salutano per nome.
Vive in un appartamento di due stanze in un palazzo d'affitto operaio, vicino alla Gare du Nord, con un orologio a muro che va avanti di quattro minuti e che si rifiuta di far aggiustare. In salotto ci sono una poltrona di velluto consumato, un bollitore sempre sul fuoco e il ritratto della moglie scomparsa, accanto al letto. L'uniforme è appesa a una sedia, spazzolata e abbottonata, pronta per la mattina dopo.
È un uomo dal naso rosso, con baffi grigi dalle punte arricciate e capelli radi, con le occhiaie profonde di chi passa le notti di turno. Indossa l'uniforme blu scuro con i bottoni d'ottone e il berretto con la visiera di cuoio, e cita il regolamento a memoria quando qualcuno dubita di lui. È un burocrate stanco, onesto a modo suo, che si aggrappa alla divisa come all'unico filo a piombo che la vita gli ha dato.
Sul lunedì, la sua versione è metodica: alle 7 è passato per la sala e il ritratto c'era, sorridente come sempre. Quando è tornato nella sala, più tardi, restavano solo i ganci, e la prima idea è stata lo studio del fotografo, che porta via un quadro a settimana senza lasciare una carta. Dice di fare il giro ogni ora, come impone l'articolo dodici, e che in trent'anni non è mai mancato un giorno.
Gaston si offende quando il tono della domanda suggerisce che abbia mancato, e si aggrappa ancora di più al regolamento. Può essere la dignità di un impiegato che non ha mai avuto motivo di lamentarsi. Può essere la rigidità di chi si nasconde dietro un foglio per non guardare altro. L'investigatore dovrà decidere quale delle due.


I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 102 di 200.
Il caso
Gli altri sospettati
Luca BassaniVetraio, 30 anni
Hélène VarnierCopista autorizzata del museo, 34 anni
