Cappello Grigio

I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 180 di 200.
Napoli, lunedì 28 marzo 1938, ore 21:00. Nella sala della polizia del porto, il fumaiolo del piroscafo Aretusa fuma sulla banchina bagnata, ma la nave stanotte non parte per Palermo: Roma ha ordinato di trattenerla.
Venerdì sera il professor Ruggero Bellandi, 31 anni, fisico teorico dell'università, si è imbarcato su di essa per Palermo. Ha lasciato al direttore dell'istituto una lettera in cui chiede perdono per la sua «improvvisa scomparsa».
Sabato ha telegrafato da Palermo: «Non allarmatevi. Torno domani con l'Aretusa». La compagnia giura che il suo biglietto è stato consegnato a Napoli all'alba di domenica. Da allora nessuno lo ha trovato, né vivo né morto.
Il capo della polizia ha scritto nel fascicolo: i morti si trovano, solo i vivi scompaiono. Tre persone hanno incrociato il cammino del professore. Una di loro sa dove si trova.
Ufficio della polizia portuale di Napoli, nel 1938, di notte, con una finestra sul molo e un piroscafo.
Sospettati
Nicola ScarpatiCommissario di bordo del piroscafo Aretusa, 46 anni
Ornella VitielloAssistente del professore all'istituto di fisica, 23 anni
Calogero FazzariProfessore di matematica all'Università di Palermo, passeggero della cabina 7, 57 anni
Il caso reale
Ettore Majorana e il piroscafo di Napoli
Napoli e Palermo, Italia, 1938
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