

Joris Verlinden
Meccanico della squadra, responsabile del box, 52 anni
Joris Verlinden ha 52 anni e trenta li ha passati nei box del ciclocrossciclocross Gara ciclistica su un circuito di fango, sabbia ed erba, con tratti in cui il corridore scende e corre portando la bici.. È nato a Lier, in Belgio, figlio di un lattoniere, e ha imparato a stringere i bulloni prima di imparare a leggere con disinvoltura. Ha cominciato lavando le biciclette della squadra a vent'anni ed è diventato capomeccanico perché non dimenticava mai un attrezzo né lasciava che un ragazzino gli passasse davanti in coda. Parla a frasi brevi, e le più lunghe di solito sono imprecazioni in fiammingo.
Vive con la moglie e una vecchia cagnetta in una casa di mattoni rossi alla periferia di Lier, con un garage annesso più ordinato del salotto. Dentro, un banco di legno scuro, gli attrezzi appesi con la sagoma dipinta sul muro, una radio a pile che prende solo la radiocronaca delle corse e un thermos ammaccato che riempie di caffè nero alle cinque del mattino. Ha due figlie all'università e dice, senza lamentarsi, che il loro conto è il motivo per cui esce ancora al freddo.
Ha le spalle larghe, la testa rasata, la barba grigia corta e le mani grosse, sempre sporche di grasso per quanto le strofini. Porta una giacca impermeabile blu scuro della squadra, un grembiule di gomma nero e stivali di gomma, e una chiave a brugola appesa al collo con un cordino. Tratta le biciclette come figlie: ad alcune dà un nome, diffida di chi le chiama attrezzatura e si prende cura di quelle di Lotte da quando lei aveva quindici anni.
Sul pomeriggio della gara, la sua versione è quella di un professionista stanco: era ai box, come a ogni gara, e quando il commissario ha passato il tablet sulla bici di riserva lui era lì, col grembiule, a guardare. Dice che in trent'anni di officina nessuno ha mai definito il suo lavoro un imbroglio, e che se qualcuno pensa che si possa nascondere qualcosa in un telaio dentro il box di una gara mondiale, spieghi come, con tanta gente intorno. Con il fango, la pioggia e il caos dei cambi, nessuno riesce a confermare con certezza che cosa facesse ciascuno a ogni giro.
Joris sa che il meccanico dei box è il primo nome che la federazione scrive quando un tablet suona. Quando l'investigatore insinua che abbia montato qualcosa sulla bici di Lotte, la risposta è un borbottio breve e l'ordine di fare la domanda come si deve. Può essere l'orgoglio di un vecchio professionista offeso. Può essere qualcuno che preferisce troncare il discorso prima che arrivi a un altro argomento. L'investigatore dovrà decidere quale delle due.


I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 151 di 200.
Il caso
Gli altri sospettati
Lotte AmeelCiclista belga, vincitrice della prova Under 23, 19 anni
Bram CoppensMeccanico di un negozio di biciclette ad Aalst e compagno di allenamento di Lotte, 24 anni
