

Bernice Tolley
Vicina di fronte a Danek e volontaria della cattedrale, 62 anni
Bernice Tolley ha 62 anni e sa tutta la vita della strada in cui abita, cosa che considera un dovere di vicina. È nata a Bath, figlia di un orologiaio e di un'infermiera, ed è venuta a Salisbury a ventotto anni, sposata con un insegnante di musica morto nove anni fa. Da allora vive sola, con un gatto siamese che nessuno vede e un'agenda piena di riunioni della parrocchia. La domenica copre il banco dei biglietti della cattedrale e conosce a memoria l'orario di ogni funzione.
Vive in una casa di mattoni a schiera, di fronte a quella di Grigor Danek, con un giardino dalle aiuole in ordine militare e una cucina dalla finestra larga, dove prende il tè con i tostini guardando la strada. In cucina c'è una credenza di porcellana a fiori, una radio a valvole sempre sintonizzata su una stazione di musica classica e un cesto di lana che cresce più del lavoro a maglia. Nel gelo dell'inverno, sparge sale sul marciapiede di tre case, non solo della sua.
Ha la pelle molto chiara e rosata, i capelli grigi corti e ricci, e occhiali dalla montatura dorata che scivolano sulla punta del naso. Indossa un cappotto di lana lilla con una spilla a fiore, una sciarpa color crema e guanti da giardinaggio piegati in tasca, e ha le guance rosse per il freddo e per la vergogna, che lei confonde. Parla senza sosta, con la voce alta di chi ha imparato a farsi sentire in un coro, e si interrompe per commentare ciò che passa in strada.
Sul vicino, la sua versione è quella di otto anni di vicinato: è arrivato con un forte accento e i rosai, vedovo come lei, educato, e saluta tutti. Non ha mai immaginato che fosse uno con dei segreti. Quanto al sergente, racconta che è arrivato alla casa alle 17, ha tenuto la maniglia per vedere se fosse chiusa a chiave, e mezz'ora dopo era seduto nel suo giardino, sudando a fiotti, a dire che vedeva tutto scuro. È stata lei a chiamare i soccorsi.
Bernice sa che chi abita di fronte e vede tutto è, insieme, la migliore testimone e la più comoda sospettata. Quando l'investigatore le chiede cosa abbia visto, parla troppo, poi troppo poco, poi cambia argomento per parlare del gatto. Può essere l'ansia di chi non è mai stata ascoltata e teme di dire qualcosa di sbagliato. Può essere qualcuno che sceglie cosa raccontare per proteggere ciò che preferisce tenere per sé. L'investigatore dovrà decidere quale delle due.


I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 129 di 200.
Il caso
Gli altri sospettati
Matvei OrlikVenditore di fertilizzanti in viaggio turistico, 41 anni
Owen PrideauxCameriere di un ristorante italiano, 34 anni
