

Marina Zorzi
Soprano della compagnia, 39 anni
Marina Zorzi ha 39 anni ed è soprano della compagnia da quindici. È nata a Padova, figlia di un'insegnante di pianoforte e di un contabile, ed è stata ammessa al conservatorio di Venezia a 18 anni, con una voce che il direttore definì un'eredità di famiglia. Ha esordito come comparsa, è passata a seconda dama e oggi canta i ruoli principali. Dice che il palcoscenico è l'unico posto in cui sa esattamente chi è.
Vive in un appartamento al secondo piano di un vecchio palazzo diviso in abitazioni, a San Polo, con alte finestre su un canale stretto, un pianoforte verticale che si scorda ogni inverno con l'umidità e una collezione di ventagli sparsi per il salotto. La cucina è piccola e quasi inutilizzata. Mangia al ristorante, lascia le luci accese e dimentica le chiavi dentro casa almeno una volta a settimana.
Ha i capelli neri lunghi raccolti in uno chignon alto che si disfa durante il giorno, occhi segnati dal mascara e un rossetto rosso che non è mai esattamente al suo posto. Indossa un cappotto di pelliccia sintetica grigia sopra l'abito nero da prova e un foulard di seta bordeaux al collo, che dice proteggere la voce. È teatrale, orgogliosa, risponde come se fosse in scena e si offende per le domande dirette.
Sulla notte dell'incendio, la sua versione è quella di un'artista che lavora: provava l'aria del terzo atto in camerino, perché l'acustica è divina. La prima di sabato era la riapertura, la prima recita dopo i lavori, e tutta la città sarebbe venuta ad ascoltarla. Ora, dice, ascolterà i pompieri. Quando ha sentito il fumo, è uscita dalla porta laterale sul canale, in ciabatte, e si è fermata solo dall'altra parte del ponte.
Marina parla del teatro come di un parente, e quando l'investigatore insiste sui dettagli alza la voce e chiede che non si rivolga a lei con quel tono. Può essere la vera angoscia di chi ha perso il palcoscenico. Può essere la messinscena di chi preferisce essere vista in scena che da vicino. L'investigatore dovrà decidere quale delle due.


I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 106 di 200.
Il caso
Gli altri sospettati
Dario FurlanTitolare dell'azienda elettrica dei lavori, 44 anni
Paolo VianelloCustode del teatro, 63 anni
