La tosse di "Chi vuol essere milionario?"
Elstree, Inghilterra, 2001
Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.
Il 9 settembre 2001 il maggiore dell'esercito britannico Charles Ingram si sedette sulla sedia del programma "Who Wants to Be a Millionaire?", registrato negli studi di Elstree, vicino a Londra. La moglie, Diana, e il fratello di lei avevano già vinto 32.000 sterline nello stesso programma. Nel primo giorno di registrazione Ingram aveva usato due dei tre aiuti ed era rimasto fermo alla domanda da 4.000 sterline; nessuno della produzione si aspettava che andasse molto lontano.
Il secondo giorno rispose bene a tutte le domande fino al premio massimo di 1 milione di sterline, pensando ad alta voce, propendendo per opzioni sbagliate e cambiando idea all'ultimo istante. La produzione sospettò: un tecnico del suono telefonò al direttore della società Celador durante la registrazione, l'assegno firmato fu trattenuto e, rivedendo i nastri, la squadra collegò le risposte giuste ai colpi di tosse di Tecwen Whittock, un docente universitario gallese che aspettava il suo turno su una delle dieci sedie del turno di selezione. Dei 192 colpi di tosse registrati, 19 furono giudicati significativi. La puntata non andò mai in onda, e i tre furono arrestati il 22 novembre 2001.
Fonti
Nel gioco

Colpo di tosse
Studio televisivo alla periferia di Londra, martedì 4 settembre 2001, ore 23:00. Il palco de "La Scala del Milione" è vuoto, e la sedia del concorrente gira ancora piano sotto i riflettori.
Al processo a Southwark, l'accusa mostrò i tabulati delle chiamate tra il cellulare di Diana e quello di Whittock. Lui attribuì la tosse a rinite e allergia alla polvere, ma la giuria sentì che era sparita quando lui stesso si sedette sulla sedia del concorrente. Il 7 aprile 2003 la coppia e il docente furono condannati per aver ottenuto un assegno con la frode, con pene detentive sospese e multe, e Ingram lasciò l'esercito. Giornalisti e un libro del 2015 misero in dubbio il verdetto, ma la condanna fu confermata.