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La casa di due piani a Engenho de Dentro, con la terrazza e le felci
Dalva Pacheco

Dalva Pacheco

Capo dei vigilanti del museo, 58 anni

Dalva Pacheco ha 58 anni ed è capo dei vigilanti del museo da quindici. È nata a Madureira, figlia di una sarta e di uno scaricatore del porto, e ha cresciuto tre figli da sola. È stata cuoca di bar, aiuto fornaia e controllora di negozio prima di entrare al museo. Racconta che la vita le ha insegnato due cose: che il popolo si prende cura di ciò che è del popolo e che chi sorveglia deve guardarsi intorno e non solo davanti.

Vive in una casa di due piani a Engenho de Dentro, con una terrazza dove stende i panni e una veranda piena di felci. In cucina ha una pentola a pressione consumata dall'uso, una foto dei figli attaccata al frigo con una calamita e un ventilatore che gira senza sosta. La domenica riceve la famiglia per la feijoada e solo allora si siede. Negli altri giorni dorme su un divano letto in salotto, con la divisa piegata sulla sedia.

Ha i capelli crespi grigi raccolti in uno chignon saldo, la pelle scura, piccoli orecchini d'oro e un resto di glitter dorato sul viso che non ha ancora tolto. Indossa l'uniforme blu scuro da vigilante con il badge del museo e porta una ricetrasmittente alla cintura e un fischietto appeso al collo. È ferma, diretta, protettiva verso i colleghi e orgogliosa di non aver mai perso un pezzo in quindici anni di servizio.

Sul giorno del furto, la sua versione è la più asciutta. Dice che quattro bate-bolas mascherati sono entrati nel museo con il blocobloco Corteo di abitanti e amici del Carnevale brasiliano che balla per le strade al seguito di una banda., alle quattro in punto, senza guardare niente, e sono andati dritti ai quattro quadri di maggior valore, e che uno di loro è stato mandato sul retro del palazzo per mettere mano alle telecamere. Spiega che c'erano tre vigilanti di turno, come sempre, e nessuno armato: un museo di quartiere non ha fucili, ha radio e fischietti. Non racconta altro, a meno che le facciano una domanda diretta.

Dalva sa che la responsabile dei vigilanti è la prima a cui si chiede conto della porta aperta. Quando l'investigatore le chiede se ha aperto il cancello ai ladri, la fermezza si tende: quindici anni a quel cancello senza perdere uno spillo, dice, e ora è complice? D'ora in poi parla solo con l'avvocato del sindacato. Può essere l'orgoglio di una donna che non ha mai mancato. Può essere qualcuno che si protegge prima che la domanda si avvicini. L'investigatore dovrà decidere quale delle due.

Il fischietto di metallo che le pende dal collo durante il turno
Il fischietto di metallo che le pende dal collo durante il turno
I piccoli orecchini d'oro che non toglie mai
I piccoli orecchini d'oro che non toglie mai
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I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 120 di 200.

Il caso

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