

Ingrid Solvang
Guardia notturna del museo, 58 anni
Ingrid Solvang ha 58 anni e fa il giro notturno del museo da trenta. È nata a Tønsberg, figlia di un baleniere in pensione e di una sarta, ed è venuta a Oslo a 28 anni, dopo un matrimonio breve e una stagione in un deposito di pesce. È entrata al museo per un turno di tre mesi, quando il vecchio guardiano si ammalò, ed è rimasta. Dice di conoscere gli scricchiolii del pavimento come altri conoscono le voci dei figli.
Vive in un appartamento di due camere a Bøler, nella zona est, con vista su un parcheggio e su una foresta di abeti. Va al lavoro in tram, sempre alla stessa ora, con una bottiglia di caffè nero e un panino con formaggio bruno avvolto in carta da pane. Asciuga il maglione di lana sul termosifone, tiene la torcia accanto alla porta e ha la fissazione di controllare due volte di aver spento il fornello. I vicini dicono che è impossibile chiederle silenzio, perché non fa mai rumore.
Ha i capelli grigi corti e lisci, la pelle chiara arrossata dal freddo e gli occhi azzurri stanchi di chi fissa i monitor tutta la notte. Indossa l'uniforme blu scuro da guardiana con il distintivo ricamato, un maglione di lana grigio sotto e una torcia appesa alla cintura. È diretta, scontrosa e orgogliosa dei trent'anni di giri. Ha poca pazienza con le domande ripetute e ancora meno con chi la chiama zietta.
Sulla notte, la sua versione è breve. Il sensore della finestra della sala 10 è scattato alle 6:31, ma la neve sul sensore lo fa ogni settimana, quest'inverno. Quando è salita, ha trovato la cornice vuota per terra e una scala appoggiata all'esterno. Dice di essere stata davanti al pannello dei monitor, come ogni notte, e di non aver staccato gli occhi dagli schermi. Si lamenta delle due telecamere della facciata, una delle quali registra solo ogni quattro secondi, e pensa che la direzione abbia speso in bandierine ciò che doveva spendere in telecamere.
Ingrid sa che un allarme che suona senza che nessuno arrivi in tempo è la prima cosa che si imputa a una guardiana. Quando l'investigatore suggerisce che abbia aperto la strada ai ladri, la voce si indurisce e lei avverte che d'ora in poi parla solo in presenza di un avvocato, quello del sindacato. Può essere l'onore di una professionista che non ammette di essere trattata da complice. Può essere qualcuno che preferisce lo scudo del sindacato a una domanda più diretta. L'investigatore dovrà decidere quale delle due.


I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 118 di 200.
Il caso
Gli altri sospettati
Rune VikAllestitore della mostra olimpica, 41 anni
Maren LundeCuratrice assistente del museo, 34 anni
