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Ispirato a un caso reale

La Mary Celeste

Oceano Atlantico, 1872

Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.

Il 7 novembre 1872, il brigantino americano Mary Celeste lasciò il porto di New York diretto a Genova, in Italia, con 1.701 barili di alcol. A bordo c'erano il capitano Benjamin Briggs, la moglie, la figlia di due anni e sette uomini d'equipaggio. Il 4 dicembre il brigantino canadese Dei Gratia, partito da New York otto giorni dopo per una rotta simile, avvistò la nave alla deriva tra le Azzorre e la costa del Portogallo: in condizioni di navigare, con parte delle vele, provviste in abbondanza, il carico intatto e gli effetti personali al loro posto, ma senza nessuno a bordo e senza l'unica barca.

L'ultima annotazione del diario di bordo era del 25 novembre, vicino all'isola di Santa Maria, nelle Azzorre. C'era circa un metro d'acqua nella stiva, uno scandaglio improvvisato abbandonato sul ponte e una pompa smontata, e mancavano gli strumenti di navigazione e la maggior parte dei documenti. Gli uomini del Dei Gratia portarono la nave a Gibilterra, dove l'udienza sul salvataggio iniziò il 17 dicembre. Il procuratore generale di Gibilterra sospettò un crimine, da un ammutinamento dell'equipaggio a una frode dei salvatori, ma le macchie ritenute di sangue non erano sangue, e nulla fu provato. Nell'aprile 1873 il tribunale assegnò ai salvatori circa un quinto del valore della nave e del carico, un compenso giudicato basso, che lasciò su di loro un'ombra di sospetto.

Fonti

Nel gioco

Ponte vuoto

Gibraltar, mercoledì 18 dicembre 1872, ore 21. Sul molo del viceammiragliato, sotto sorveglianza e sotto la pioggia, un brigantino senza nessuno a bordo scricchiola agli ormeggi: il Seraphine, trovato alla deriva il 4 tra le Azzorre e il Portogallo, con le vele a brandelli e la barca scomparsa.

Nessuna delle dieci persone fu più vista. Le spiegazioni più citate parlano di vapori d'alcol che avrebbero spaventato l'equipaggio (a Genova nove barili erano vuoti), di una misurazione sbagliata dell'acqua nella stiva con la pompa guasta, o di una tromba marina. Nel 1884 un racconto del giovane Arthur Conan Doyle diffuse la grafia "Marie Celeste" e molti dettagli inventati. La nave tornò a navigare e nel 1885 fu fatta incagliare di proposito sulla costa di Haiti, in una frode assicurativa.