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Ispirato a un caso reale

L'uomo di Somerton e il foglietto "Tamám Shud"

Adelaide, Australia, 1948

Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.

Verso le 6:30 del 1º dicembre 1948 la polizia fu chiamata alla spiaggia di Somerton Park, vicino a Glenelg, a sud di Adelaide: una coppia aveva trovato un uomo morto, appoggiato al muraglione, con le gambe distese e i piedi incrociati, e una sigaretta a metà nel colletto della giacca. Non aveva cappello, portafoglio né documenti, e tutte le etichette dei vestiti erano state strappate. La sera prima, alcuni passanti avevano visto nello stesso punto un uomo simile, sdraiato nella stessa posizione, immobile.

L'autopsia non trovò veleno, ma il patologo John Dwyer si disse "abbastanza convinto" che la morte non fosse naturale, e un professore di farmacologia testimoniò su veleni che non lasciano tracce, poi indicati come digitalina e ouabaina. A metà del 1949, in un taschino da orologio nascosto nei pantaloni, comparve un foglietto arrotolato con le parole persiane "Tamám Shud" ("è finito"), strappato dall'ultima pagina di una copia dei Rubaiyat di Omar Khayyam. Un uomo consegnò alla polizia il libro, che diceva di aver trovato in un'auto a Jetty Road, a Glenelg; sulla quarta di copertina c'erano il telefono di un'ex infermiera che abitava vicino e cinque righe di lettere maiuscole che nessuno ha decifrato.

Fonti

Nel gioco

Piedi incrociati

Adelaide, mercoledì 1º dicembre 1948, ore 22:00. Al commissariato di Glenelg il ventilatore a soffitto gira lento e l'odore del mare entra dalla finestra aperta.

L'inchiesta non riuscì a stabilire chi fosse l'uomo né di cosa fosse morto. Il corpo fu riesumato il 19 maggio 2021 e a luglio 2022 il professor Derek Abbott dell'Università di Adelaide e la genealogista Colleen Fitzpatrick annunciarono, tramite genealogia genetica, che si sarebbe trattato di Carl "Charles" Webb, ingegnere elettrico nato a Melbourne nel 1905. La polizia dell'Australia Meridionale non ha confermato ufficialmente l'identificazione. Il gioco prende in prestito la spiaggia, i piedi incrociati, le etichette tagliate e il foglietto nascosto; il medico, l'infermiera, il farmacista e l'epilogo sono finzione.