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Ispirato a un caso reale

Rosie Ruiz e la Maratona di Boston

Boston, Stati Uniti, 1980

Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.

Il 21 aprile 1980 la Maratona di Boston ebbe una vincitrice inattesa nella gara femminile: Rosie Ruiz, 26 anni, residente a New York, che correva da circa un anno e mezzo. Tagliò il traguardo in 2h31'56", il miglior tempo femminile nella storia della gara fino a quel momento. La canadese Jacqueline Gareau, in testa tra le donne da metà percorso, arrivò pochi minuti dopo, in tempo per vedere la corona d'alloro posata sul capo di un'altra.

I dubbi nacquero proprio sulla linea del traguardo. In una giornata calda Ruiz sembrava riposata e quasi non sudava; davanti ai giornalisti non seppe rispondere a domande semplici su allenamento e ritmo. I giudici lungo il percorso non avevano annotato il suo numero, e lei non compariva nei filmati né nelle migliaia di foto scattate nei primi 40 chilometri. Due studenti di Harvard raccontarono di averla vista uscire dalla folla ed entrare in gara vicino a Kenmore Square, a circa un miglio (1,6 km) dal traguardo.

Fonti

Nel gioco

Scorciatoia

Boston, aprile 1980, lunedì festivo, ore 16:00. Alle 14:32 una sconosciuta di New York ha tagliato per prima il traguardo della maratona femminile, con il record della gara.

Otto giorni dopo l'associazione che organizza la gara tolse il titolo a Ruiz e dichiarò vincitrice Gareau, festeggiata a Boston il mese seguente. L'indagine mostrò anche che, alla Maratona di New York del 1979, Ruiz aveva viaggiato in metropolitana per parte del percorso per ottenere il tempo che l'aveva qualificata per Boston, e quel risultato fu annullato. Non si è mai chiarito come sia arrivata a Kenmore Square. Ruiz sostenne per tutta la vita di aver vinto onestamente, non restituì mai la medaglia e morì nel 2019, a 66 anni.