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Ispirato a un caso reale

Il pittore che ingannò l'Olanda con falsi Vermeer

Paesi Bassi, dal 1937 al 1947

Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.

Han van Meegeren era un pittore olandese di carriera modesta, disprezzato dalla critica. Nel 1937 l'esperto Abraham Bredius presentò "La Cena in Emmaus" come il capolavoro di Vermeer; la Società Rembrandt pagò 520 mila fiorini per il quadro e lo donò al Museo Boijmans di Rotterdam. Era falso: Van Meegeren usava tele autentiche del Seicento, mescolava bachelite ai colori, cuoceva il dipinto a circa 100 gradi per indurirlo e faceva passare sopra un cilindro per creare le crepe.

Nel 1942 un altro falso Vermeer, "Cristo e l'adultera", finì nelle mani di Hermann Göring. Dopo la guerra la pista portò a Van Meegeren, arrestato il 29 maggio 1945 per collaborazione con il nemico. Per sfuggire a quell'accusa confessò le falsificazioni e, tra luglio e dicembre 1945, dipinse un nuovo "Vermeer" davanti a testimoni nominati dalla giustizia.

Fonti

Nel gioco

Il falso maestro

Amsterdam, giugno 1945, un mese dopo la liberazione. Il Museo Van Hoorn ha appena pagato 1,6 milioni di fiorini per "La Cena dei Pellegrini", un Vaelkens perduto da tre secoli.

Una commissione di esperti guidata da Paul Coremans trovò nel colore bachelite e altre resine del Novecento. Il processo cominciò il 29 ottobre 1947 e il 12 novembre fu condannato a un anno di carcere per falso e frode. Morì il 30 dicembre 1947, prima di scontare la pena. Il gioco prende in prestito la fornace, la resina e la tela antica riutilizzata; i personaggi e la vendita sono invenzione.