Femke Van den Driessche e il motore nascosto nel ciclocross
Heusden-Zolder, Belgio, 2016
Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.
Il 30 gennaio 2016, ai Mondiali di Ciclocross disputati sul circuito di Zolder, in Belgio, la belga Femke Van den Driessche, 19 anni, è partita tra le favorite della prova femminile Under 23. Campionessa europea della categoria nel novembre 2015 e campionessa belga in gennaio, ha avuto problemi meccanici durante la corsa e non ha terminato la prova.
Mentre la corsa era in corso, i commissari dell'UCI, la federazione internazionale del ciclismo, hanno passato sulle biciclette del box un tablet di rilevamento magnetico che l'ente aveva adottato proprio quella stagione. Su una delle biciclette di riserva della ciclista hanno trovato un motore elettrico nascosto con la batteria nel tubo del sellino, azionato da un interruttore Bluetooth sotto il nastro del manubrio. È stato il primo caso provato di "doping meccanico" nella storia del ciclismo. Lei ha negato l'intenzione di barare e ha detto che la bicicletta era di un amico, identica alla sua, portata al box per errore; giorni dopo, l'amico ha detto alla stampa belga che la bicicletta era sua. Il regolamento dell'UCI, però, punisce la semplice presenza del motore, senza bisogno di provarne l'uso.
Fonti
Nel gioco

Bici di Riserva
Fiandre, Belgio, sabato 30 gennaio 2016, ore 16:00. Nella tenda bianca dei commissari dei Mondiali di Ciclocross, una bicicletta coperta di fango è fissata a un cavalletto, senza sellino.
Nel marzo 2016 ha annunciato che non si sarebbe difesa davanti alla commissione disciplinare, adducendo il costo del procedimento in Svizzera, e si è ritirata dal ciclismo. Il 26 aprile 2016 l'UCI l'ha sospesa per sei anni, dall'11 ottobre 2015 al 10 ottobre 2021, ha annullato tutti i risultati di quel periodo, compresi i titoli europeo e belga Under 23, e le ha imposto di restituire medaglie e premi, oltre a pagare una multa di 20 mila franchi svizzeri.