Robert Hanssen, l'agente dell'FBI che spiava per Mosca
Washington e Vienna (Virginia), Stati Uniti, 1979-2001
Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.
Robert Hanssen entrò nell'FBI il 12 gennaio 1976 e fece carriera nel controspionaggio contro i sovietici. Nel 1979 offrì i suoi servizi all'intelligence militare sovietica e, il 1° ottobre 1985, mandò una lettera anonima al KGB chiedendo 100.000 dollari. In più di vent'anni consegnò migliaia di documenti segreti, i nomi di agenti del KGB che lavoravano per gli americani (due di loro furono giustiziati a Mosca) e perfino il tunnel di intercettazione scavato dall'FBI sotto la nuova ambasciata sovietica. Ricevette più di 1,4 milioni di dollari tra contanti, diamanti e orologi e non rivelò mai il suo nome ai russi, che lo conoscevano come "Ramon Garcia".
Hanssen sceglieva da solo i suoi punti di scambio, quasi sempre in parchi vicino a casa, e usava un codice che sommava 6 al mese, al giorno e all'ora degli scambi. Ci furono segnali ignorati: nel 1990 il cognato, anche lui dell'FBI, riferì che la famiglia aveva trovato un mazzetto di denaro in casa sua, e non fu fatto nulla. Dopo l'arresto di Aldrich Ames, nel 1994, l'FBI e la CIA cercarono una seconda spia e, per circa due anni, indagarono per errore su un ufficiale veterano della CIA, Brian Kelley, che abitava vicino al parco usato da Hanssen.
Fonti
Nel gioco

Nastro bianco
Washington, lunedì 19 febbraio 2001, ore 22:00. Nella sede di un bureau federale di controspionaggio, un sacchetto di plastica nero, ancora sporco di terra, riposa in una busta per le prove.
Nel 2000 l'FBI pagò 7 milioni di dollari a un ex agente russo per il dossier sulla spia, con la registrazione di una conversazione del 1986 e un sacco della spazzatura con due impronte digitali, che erano di Hanssen; un analista riconobbe nelle lettere una citazione del generale Patton che lui ripeteva. Hanssen fu promosso a un incarico di facciata nella sede, sorvegliato da un giovane assistente, Eric O'Neill, che riuscì a copiare il contenuto del suo computer tascabile. Il 18 febbraio 2001 attaccò una striscia di nastro bianco a un cartello del parco Foxstone, a Vienna, fissò un sacchetto di documenti sotto un ponte di legno e fu arrestato al ritorno. Si dichiarò colpevole di 15 capi d'accusa di spionaggio, disse che il motivo era il denaro e fu condannato all'ergastolo; morì in carcere nel 2023.