L'affondamento della Rainbow Warrior
Auckland, Nuova Zelanda, 1985
Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.
La notte del 10 luglio 1985 la Rainbow Warrior, nave di Greenpeace ormeggiata nel porto di Auckland, fu colpita da due mine fissate allo scafo da sommozzatori, la prima alle 23:38 e la seconda pochi minuti dopo. La nave si preparava a protestare contro i test nucleari francesi nell'atollo di Mururoa. Il fotografo Fernando Pereira, sceso a prendere l'attrezzatura fotografica, morì annegato.
La polizia neozelandese arrivò a una coppia che si presentava come turisti svizzeri in luna di miele: furono fermati due giorni dopo, mentre restituivano il furgone noleggiato la cui targa alcuni residenti avevano annotato la notte dell'attacco. I passaporti svizzeri erano falsi e i due erano Alain Mafart e Dominique Prieur, agenti dei servizi segreti francesi (DGSE). Si dichiararono colpevoli di omicidio colposo e furono condannati a dieci anni di carcere. Nel settembre 1985 il primo ministro Laurent Fabius ammise che agenti francesi avevano affondato la nave per ordine superiore; il ministro della Difesa Charles Hernu si dimise.
Fonti
Nel gioco

La nave del porto
Porto di Auckland, Nuova Zelanda, luglio 1985, giovedì, ore 9:00. Mercoledì sera la Marea Verde, nave del gruppo ambientalista Mare Vivo, è affondata alla banchina dopo due esplosioni nello scafo.
Per accordo tra i due paesi gli agenti furono trasferiti sull'atollo di Hao e rientrarono in Francia prima del termine, cosa che un tribunale arbitrale dell'ONU giudicò poi una violazione dell'accordo. La Francia pagò un risarcimento alla Nuova Zelanda, a Greenpeace e alla famiglia di Pereira. Il gioco prende in prestito la coppia di falsi turisti, le cariche fissate allo scafo e il fotografo tornato per la macchina fotografica; i personaggi e l'interrogatorio sono di fantasia.