Il furto della Saliera di Cellini
Vienna, Austria, 2003
Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.
Nella notte dell'11 maggio 2003, un uomo attraversò il cantiere del restauro del Museo di Storia dell'Arte di Vienna, entrò da una finestra e portò via da una teca la Saliera, la saliera d'oro e smalto che l'orafo Benvenuto Cellini terminò nel 1543 per il re Francesco I di Francia, uno dei pezzi più preziosi del museo. L'allarme scattò, ma la guardia responsabile lo prese per un falso allarme, e il furto fu scoperto solo verso le 8:20.
Per quasi tre anni non ci fu alcuna pista. Nell'ottobre 2005 il ladro mandò alla polizia il tridente rimovibile del pezzo, come prova, insieme a una richiesta di riscatto di 10 milioni di euro all'assicurazione, e cercò di condurre la consegna con messaggi dal cellulare, mandando la polizia da una parte all'altra di Vienna fino a desistere. Gli investigatori collegarono uno dei cellulari usati a immagini di una telecamera di sicurezza che mostravano l'acquirente dell'apparecchio.
Fonti
Nel gioco

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Vienna, domenica 11 maggio 2003, ore 9:00. In un grande museo d'arte sulla Ringstrasse, con la facciata coperta dai ponteggi del restauro, la curatrice Hedwig Lanz ha trovato alle 8:20 la sala 37 aperta al vento.
Nel gennaio 2006 la polizia diffuse le immagini. L'uomo, uno specialista di sistemi di allarme di Vienna, allora cinquantenne e senza precedenti, si presentò alla polizia e, il 21 gennaio, condusse gli agenti in un bosco vicino a Zwettl, nella Bassa Austria, dove aveva sepolto la saliera in una cassa. Il pezzo tornò al museo. Fu condannato a quattro anni di carcere nel 2006; in un nuovo processo, nel 2007, la pena salì a cinque anni, e fu rilasciato prima della fine, nel 2008.