La coppa sparita

I casi si sbloccano in ordine, come livelli. Questo è il caso 75 di 100.
Stadio della Castellana, Madrid, 22:40, vigilia della finale di coppa. Durante il giro notturno, la guardia ha trovato vuota la vetrina della sala espositiva.
È sparita la Coppa del 1957, il primo titolo europeo del club, messa lì ieri per la foto ufficiale. La serratura è stata aperta con una chiave, senza scasso, e la telecamera del corridoio del museo era girata verso il muro.
Dalle 21:00 nessun oggetto ingombrante è passato dai tornelli. La coppa è ancora nello stadio.
Stasera tre persone avevano il pass per circolare qui. Tutte e tre sono in questa stanza.
Sala stampa dello stadio, sedie vuote davanti al pannello con lo stemma del club, il prato illuminato dietro il vetro.
Sospettati
Anselmo BarriosMagazziniere del club, 61 anni
Pilar ArrietaGiornalista sportiva, 38 anni
Tobías MerinoProcuratore di calciatori, 45 anni
Il caso reale
I furti della Coppa Rimet
Londra, 1966, e Rio de Janeiro, 1983
Questo caso è un'opera di fantasia. I personaggi, i nomi, i luoghi e gli eventi del gioco non ritraggono persone reali. Il racconto qui sotto è un riassunto dei fatti, basato su fonti pubbliche, del caso che ha fatto da ispirazione.
Nel marzo del 1966, quattro mesi prima dei Mondiali in Inghilterra, la Coppa Jules Rimet fu rubata da una mostra filatelica al Methodist Central Hall di Londra, durante l'orario di apertura e senza scasso violento. Arrivò una richiesta di riscatto; il trofeo fu ritrovato una settimana dopo da un cane di nome Pickles, avvolto in un giornale sotto una siepe.
Nel 1983 la coppa, assegnata definitivamente al Brasile nel 1970, fu rubata dalla sede della CBF a Rio de Janeiro e non ricomparve mai più; si ritiene che sia stata fusa.
Il gioco prende in prestito il trofeo storico rubato dalla vetrina di una mostra alla vigilia di un grande torneo. Personaggi, autore ed epilogo sono di fantasia.